Il riciclo dei tessuti è possibile, partendo da filati ecosostenibili

Il riciclo dei tessuti è possibile, partendo da filati ecosostenibili

L’epoca attuale, con la crescente attenzione alle dinamiche ambientali, sta portando sempre più aziende ad avere un’attenzione maggiore al pianeta.

Raccolta differenziata, riduzione della plastica, sviluppo di nuovi materiali ecosostenibili, nonché atti concreti da parte dell’Unione Europa per modificare l’impatto produttivo delle aziende in ottica green,  sono passi concreti per un futuro più sostenibile e un’economia effettivamente circolare.

Pian piano, tutti i settori sono coinvolti nella nuova ondata verde, compresa l’industria tessile. Infatti, l’industria tessile ha un ruolo cruciale a livello ambientale, poiché i consumi di materie prime, a livello globale, sono piuttosto elevati. Per questo, anche le settore tessile, la maggior consapevolezza, ha portato allo sviluppo di nuovi tessuti ecologici che rispettano l’ambiente.

Si tratta di nuovi tessuti creati da materiali di scarto.

Non si tratta solamente di nuovi materiali biocompatibili, ma di tessuti creati da materiali di scarto, in grado di ridurre l’impatto ambientale e di rispettare i dettami dell’economia circolare.

Tessuti biocompatibili

Per tessuti biocompatibili o ecosostenibili si intendono tutti i tessuti di origine naturale, derivati da fibre organiche o di origine animale come la lana, il lino, il cotone, la seta, la juta, etc. Dunque, si tratta di fibre ecologiche a basso impatto ambientale di origine naturale.

Esistono, infatti, anche fibre ecologiche che però derivano da processi artificiali e sintetiche: le fibre naturali si definiscono ecologiche solo se il processo di crescita, raccolta/estrazione, filatura, fino alla tessitura consuma poche risorse.

In pratica, per considerare un tessuto realmente ecosostenibile è necessario valutare l’intero processo produttivo. Dunque, i tessuti in fibra naturale sono da considerare ecosostenibili per i processi produttivi con cui vengono trattati.

Basti pensare alla differenza tra pelle ed ecopelle (che non è finto tessuto, ma un tipo di pelle trattata in modo ecologico).

Tra le fibre naturali ecologiche troviamo: la canapa, il cotone bio, la lana bio, il lino, la juta, la ramia, il sughero e il tirolwool.

Tra le fibre artificiali, realizzate in laboratorio mediante processi chimici a partire da quelle di origine vegetale, si annoverano il bamboo, il Lyocell (prodotto dagli eucalipti), il Modal (prodotto dai faggi), l’Orange Fiber (prodotto da arance destinate al macero) e la viscosa.

Infine, le fibre sintetiche non sono presenti in natura e derivano dalla sintesi di prodotti petroliferi. Anche queste fibre possono essere considerate ecosostenibili, poiché derivano dal riciclo di risorse esistenti, che sarebbero altrimenti destinate agli inceneritori (come plastica, tappeti, ecc.).

Questi tessuti rientrano appieno del concetto di economia circolare.

Tra i tessuti poco sostenibili rientrano tutti i tessuti in fibre sintetiche che hanno un basso tasso di biodegradabilità, come il nylon e la lycra.

Tessuti riciclati

Un nuova categoria di filati, comprendere i tessuti riciclati e rigenerati, ovvero tutti quei tessuti che derivano da materiali di scarto e/o che possono essere introdotti in nuovo ciclo produttivo.

Ovviamente, c’è una differenza tra i tessuti riciclati e i tessuti rigenerati.

Riciclare significa trasformare un materiale di scarto in un nuovo prodotto dello stesso valore (si distrugge un oggetto, per crearne uno nuovo). Invece, la rigenerazione trasforma oggetti già esistenti in altri di maggior valore rispetto a quello di partenza (quindi senza distruggerli).

Tra i più diffusi troviamo la lana rigenerata, prodotta partendo da vecchi indumenti di lana o residui tessili e il cotone riciclato, che viene miscelato con altre fibre; mentre per i tessuti nati da materiale di scarto possiamo citare la pelle nata dalle vinacce o la fibra creata con gli scarti delle arance, del mais o dei funghi o ancora tessuti creati con il PET riciclato, cioè la platica.

Tessuto ricavato da plastica riciclata

Tra i filati innovativi, quelli che derivano dal PET sono ecologici e resistenti. In pratica, la plastica utilizzata viene recuperata dall’ambiente, per proteggere il pianeta dall’inquinamento delle plastiche e per creare una nuova vita per un prodotto che, se ben utilizzato, può rivelarsi assai utile.

La plastica utilizzata, quindi, viene raccolta, fusa insieme e divisa in fibre e poi filate. Il tessuto finale, dunque, è ottenuto tramite l’unione di plastica riciclata e fibre sintetiche o tessili naturali. Il tessuto realizzato con queste fibre è stato lanciato nel 2009 ed è stato utilizzato anche dai grandi marchi della moda.

La produzione di tessuti colorati in plastica ha un impatto ambientale inferiore del 60% rispetto a quelli in cotone.

Le fibre in polietilene e/o PET hanno un basso costo e sono ultraleggere, e la loro struttura può essere ottimizzata con precisione per modificarne le caratteristiche meccaniche, termiche e ottiche, ottenendo così elevata resistenza a rottura e abrasione e ottima dissipazione del calore.

Agendo sul processo di fabbricazione, è possibile modificare le caratteristiche chimiche superficiali e la forma delle fibre, controllando la bagnabilità e le proprietà capillari finali del tessuto, ossia la sua capacità di assorbire e trasportare un fluido al suo interno.

VI.DA.MA. è un’azienda specializzata e all’avanguardia, con oltre 40 anni d’esperienza nella produzione di filati cucirini e industriali.

L’attenzione per le dinamiche ambientali è un must per la nostra azienda

Per questo facciamo attenzione alla produzione di filati riciclati e rigenerati

Sappiamo che la scelta di un tessuto scadente, o di un filato poco adatto alle tue esigenze, non è da sottovalutare, poiché potrebbe minare la qualità percepita dei tuoi articoli e, di conseguenza, rovinare addirittura la reputazione del tuo brand.

Inoltre, partener e utenti finali è sempre più alla ricerca di brand che siano realmente ecosostenibili e che dimostrino attenzione all’ambiente. Per questo il servizio del fornitore al quale ti affidi deve essere agevole ed altamente professionale.

Noi di VI.DA.MA. grazie al know how specializzato, abbiamo sviluppato YARN INNOVATION,

il laboratorio specializzato che sviluppa filati cucirini e industriali ad alto contenuto tecnologico.

Qualunque sia il settore di applicazione, quando scegli un filato per i tuoi prodotti industriali, è importante che sia privo di difetti, resistente e scorrevole all’ago in fase di lavorazione.

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